Ginevra – Mentre l’inquinamento da plastica continua a rappresentare una minaccia esistenziale per gli ecosistemi globali e la salute umana, un’ondata di politiche rigorose contro i sacchetti di plastica monouso si sta diffondendo in tutte le nazioni, supportate da ricerche all’avanguardia che ne confermano l’efficacia. Dalle coste degli Stati Uniti ai vivaci mercati della Malesia e alle fabbriche in Cina, i governi e le aziende stanno accelerando l’abbandono dei tradizionali sacchetti di plastica, con alternative innovative e pratiche di economia circolare che emergono come soluzioni chiave.
Uno studio fondamentale pubblicato su Science ha fornito prove convincenti del fatto che i divieti sui sacchetti di plastica e le politiche fiscali riducono significativamente i rifiuti ambientali, in particolare lungo le coste. Condotto dai ricercatori Papp e Oremus, lo studio ha analizzato 45.067 pulizie costiere guidate dalla scienza dei cittadini negli Stati Uniti tra il 2016 e il 2023, insieme a 182 politiche locali sui sacchetti di plastica. I risultati hanno rivelato che tali politiche hanno portato a un calo del 25-47% nella percentuale di sacchetti di plastica nei rifiuti costieri, con misure fiscali che si sono rivelate più efficaci (ottenendo una riduzione del 50%) rispetto ai divieti completi (35-40%), mentre i divieti parziali solo sui sacchetti sottili hanno mostrato risultati deboli e instabili. In particolare, gli effetti positivi si sono rafforzati nel tempo, senza alcuna ripresa osservata entro cinque anni dall’attuazione, e senza alcun significativo “spostamento dei rifiuti” verso le aree vicine senza tali politiche.

La ricerca arriva in un momento critico in quanto quasi 180 paesi negoziano a Ginevra un trattato globale sull’inquinamento da plastica legalmente vincolante, spesso paragonato per importanza all’Accordo sul clima di Parigi. Una proposta di Svizzera e Messico per stabilire una “lista di divieto della plastica” ha raccolto il sostegno di 130 nazioni, riflettendo un crescente consenso sulla necessità di un’azione globale coordinata. "L'inquinamento da plastica è fuori controllo e si sta infiltrando in ogni angolo del nostro pianeta, dalle profondità oceaniche al flusso sanguigno umano", ha avvertito Inger Andersen, direttore esecutivo del Programma ambientale delle Nazioni Unite. "Questi interventi politici non sono solo simbolici: sono passi basati sull'evidenza verso la rottura del ciclo del danno ambientale".
Sul campo, i paesi stanno traducendo gli impegni globali in azioni locali. Nello stato malese di Penang, una politica globale di “vita quotidiana senza plastica” è entrata in pieno vigore il 1° settembre 2025, vietando a supermercati, centri commerciali e ristoranti di distribuire sacchetti di plastica. La politica, preceduta da un periodo di transizione di sei mesi, si basa su misure precedenti implementate nel 2009 ed è stata supportata da iniziative di coinvolgimento pubblico, tra cui la distribuzione di 100.000 borse riutilizzabili e laboratori “vecchi vestiti in borse”. I mercati locali hanno anche abbracciato alternative tradizionali come foglie di banano e cestini di bambù, mentre le scuole hanno integrato l’educazione ambientale nei programmi di studio, promuovendo una cultura della sostenibilità tra le generazioni più giovani.

